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ago 05

Calia

Avola-Syracuse-Sicilia-Italy - Creative Commons by gnuckx
Ceci tostati. Ceci che hanno il sapore della Sicilia. Ceci caldi, secchi, asciutti, salati che sanno quasi di mare. La calia è come se fossero granelli di terra siciliana. E’ strano: un’isola assolata, calda con una media di precipitazioni annua molto bassa che ti accoglie con perle di sole, forse per farti capire che la vita di quest’isola non è mai stata semplice e fresca.

A no…e le granite? Ecco la Sicilia forse non è solo terra secca, dura, difficile, forse è anche frescura, cura…ospitalità, custodia. Terra contraddittoria, la Sicilia. Fuoco e acqua, terra e mare, bene, male, odio, cura…incuria.
La calia si prepara in “calderoni” con sabbia e sale ecco il mistero, forse, è tutto qui nella sua terra di sabbia e sale.

Calia, scomponiamola: cal come calderone, come cal y canto. Strano…cal in spagnolo è calce, ma cal y canto è muratura e calce, è arsura se lasciamo la fantasia libera di andare. La calce brucia come il sole della Sicilia e della Spagna.
Rafael Alberti, anticonformista, anarcoide, contraddittorio…un po’. E quando ero giovane quel libro di poesie per un paio di anni vagava per casa, tra il comodino, la cucina, il bagno. Ogni momento era buono per leggere e rileggere qualche sua poesia. Calce e canto…forse c’era anche un po’ di Sicilia.

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