In questo post propongo un menù vegetariano con la speranza di non cadere nel banale e che sia di gradimento ai vegetariani meno integralisti. So che per tutti gli altri non sarà soddisfacente dal momento che non ho evitato ingredienti quali uova e formaggi .
Faccio una premessa. Non sono vegetariano e tanto meno vegano – prossimamente parlerò un po’ di quest’ultimo fenomeno – ma sostengo la necessità di ridurre il consumo di carni per varie ragioni che spaziano dal rispetto per gli animali a motivi eco-economici a quelli salutistici.
Potrei definire la mia filosofia alimentare come “onnivora orientata al vegetarianismo non fondamentalista”.
Soprattutto ritengo che il consumo di carne debba essere ridotto il più possibile nei paesi ove questo sia possibile e non in modo integralista e che ciò debba essere applicato in base a motivi e scelte razionali e non puramente filosofiche. Diciamo che la filosofia a mio modo di vedere va bene per chi se la può permettere.
Un motivo razionale potrebbe essere del tipo – è inutile conservare uno stile di cucina ricco di carni perché queste non sono necessarie per una buona nutrizione -. Un altro motivo potrebbe essere – l’allevamento di animali ha un impatto ecologico dannoso nell’equilibrio ambientale locale e/o globale, ecc.. La questione dell’eliminazione dell’allevamento di animali a scopo di macellazione per presunte capacità degli stessi di sviluppare una forma di coscienza evoluta è tutta un’altra questione che richiederebbe lunghe digressioni etiche e biologiche.
Non ritengo, per amor di precisione, che norme che regolano l’astensione dal cibarsi di certi animali o comunque di carne in generale siano nate in modo del tutto irrazionale anche se praticate per motivi religiosi, ma credo che si siano perse con il tempo e l’evoluzione storica le ragioni originarie e dunque siano nel presente del tutto inutili. Eventuali obiezioni che puntualizzino la possibilità di una ragione ancora valida sono ovviamente escluse dal ragionamento appena fatto. Evidentemente se ancora sussistono i motivi che avevano condotto a certe scete sarebbe contraddittorio non ammetterne la validità.
Punto, per ora mi fermo qui, ma avrò modo di definire meglio la questione parlando dell’alimentazione Vegan.
E’ vero che questo menù nasce dalla mia fantasia, ma è stato pensato rielaborando alcuni approfondimenti che mi sono ritrovato a fare cercando notizie e informazioni sull’alimentazione e la cucina del passato. Due delle ricette sono ispirate ad alcuni piatti ritrovati in vecchi ricettari anni ’60. Una, a base di spinaci e carote, ve la “scodello” così come l’ho letta, l’altra, uno strudel con pasta di patate, l’ho modificata per farne anche una versione salata.
Anche per quanto riguarda le farine riemerse dall’oscurità delle diete povere ho preso ispirazione per fornire una versione di pastella che si allontanasse dall’uso dell’abusata farina bianca di grano.
La proposta è questa
Antipasto
Parmigiana di melanzane “destrutturata”, come si suol dire oggi
Crema di zucchine al finocchio e menta
Barba di frate (o agretto per alcuni o salsola soda) al burro fuso e timo.
Primo piatto
Fagottini alla farina di ceci ripieni alla borraggine e ricotta
oppure
strudel di patate ai formaggi
Secondo piatto
Insalata di spinaci e carote alla maionese alleggerita
Dolce
Strudel di patate alle mele nel caso aveste scelto i fagottini
oppure
Crostata alla ricotta
Ammetto che è un menù abbastanza complesso, diciamo da grandi occasioni, ma credo che l’effetto finale ripaghi della fatica spesa. Se non avete grande dimestichezza cimentatevi nei piatti proposti solo uno o due alla volta prima di “propinare” il pasto completo agli amici perché le preparazioni non sono, in effetti, molto veloci ed elementari.
Vi rimando al post successivo per le descrizione delle preparazioni.