Organizzare un pranzo o una cena tra amici può essere sia un lavoro divertente e creativo sia un’operazione stressante che non tutti affrontano con lo stesso “spirito”. In realtà dovrebbe essere un lavoro da fare con un certo entusiasmo, ma alcune piccole difficoltà ci possono rendere nervosi e suscettibili e rovinare il clima di convivialità o nel migliore dei casi creare una certa tensione con chi ci sta attorno e dovrebbe darci una mano. Quest’ultimo caso si presenta forse più di frequente se gli invitati non sono amici di lunga data e che sappiamo non si formalizzano sullo stile e sulle scelte estetiche e gastronomiche.
Altra cosa se sono conoscenti con i quali vogliamo fare bella figura e temiamo un po’ le loro eventuali critiche. Non sappiamo, per esempio, se sono pignoli e amano la precisione anche nello stile con il quale vengono ricevuti, se faranno attenzione al modo in cui è imbandita la tavola, al susseguirsi delle portate, se sono frugali o hanno aspettative che non riusciremo a soddisfare.
A volte può innervosirci semplicemente il non sapere o non ricordare come vanno disposti i bicchieri e se è meglio presentare il tovagliolo in fogge ben preparate o semplicemente disporlo ripiegato sui piatti.
Questo post è dedicato proprio a questo argomento. Saranno consigli senza pretesa, forse a qualcuno potrebbero apparire addirittura banali, ma anche le indicazione a volte basate solo sul buon senso possono perdere la loro ovvietà quando si presenta l’occasione in cui vanno messe in pratica.
Chissà perché, per esempio, ci crea perplessità la disposizione delle posate solo quando dobbiamo disporle in tavola all’ultimo momento e non ci poniamo il problema il giorno prima. Sembra una questione stupida? Mah…a mio avviso non tanto dal momento che mi è capitato di sentirmelo chiedere dal parente di turno che puntualmente si risponde con un “ma va bene lo stesso, tanto… per te ha importanza?”.
No. Per me non ha importanza. Ma cosa vuol dire? Per altri potrebbe averne sopratutto se l’occasione è un evento che serve a impressionare l’ospite e non è vero che questo non capiti ogni tanto anche tra persone non avvezze ai convenevoli o ai pranzi di lavoro. Diciamo che può succedere e se si è preparati è meglio e in realtà alla fin fine ci soddisfa esserci sentiti “all’altezza”.
Cominciamo dalla tavola. Come dovrebbero essere disposte posate e bicchieri? E’ importante il segnaposto, cioè il piatto che non sarà utilizzato per le vivande? Il tovagliolo è meglio presentarlo dandogli una forma arzigogolata o soltanto ripiegato in tre parti?
Forse sarà inutile dirlo, ma “elegante” non è sinonimo di “bizantino”. Partiamo da questo presupposto. Non lambicchiamoci per trovare forme da dare al tovagliolo è sufficiente che sia ripiegato in modo semplice. Qui http://www.napkinfoldingguide.com/ avete qualche esempio di quanti modi possibili esistono, e sono soltanto alcuni. Le tecniche e le fogge sono ancora decine, ma non lasciatevi incantare, le presentazioni complesse fanno effetto solo ad alcuni tangheri o parvenù convinti che le apparenze siano importanti.
Questo a fianco può essere un
esempio di semplicità ed eleganza che avrà maggiore effetto se il tovagliolo sarà colorato e in armonia con il colore della tovaglia.
Il buon gusto e lo stile sono un’insieme di “ingredienti” che dosati in giusto modo anche se pochi e semplici esprimono l’essenza della persona e raccontano il suo modo di vivere più di quanto possa fare un romanzo. Possiamo stupire anche con un piatto di spaghetti non è necessario preparare una scultura di ghiaccio e un’aragosta in bella vista con spume barocche di mousse e rare salse dai nomi esotici.
I bicchieri. Almeno due: uno più grande per l’acqua e uno più piccolo per il vino, sulla destra, ma partendo da sinistra. Potrete già disporre in tavola il bicchiere dello spumante (flûte) a destra degli altri, ma spostato indietro soprattutto se non vi è molto spazio sulla tavola. Le posate vanno disposte: forchetta a sinistra e coltello a destra, eventualmente assieme al cucchiaio, a destra del coltello, se serve. Aggiungiamo, se è previsto del pesce e li avete a disposizione, i coltelli adeguati accanto e sulla destra (prima del cucchiaio se è presente) del coltello per la carne.
Consigliabile e direi fondamentale il segnaposto sul quale dovrà trovarsi già il piatto per l’antipasto con il tovagliolo sopra. L’unica eccezione che consiglio per quanto riguarda la presentazione del tovagliolo è il ventaglio nel bicchiere (dell’acqua) se pensate che gli ospiti possano gradire un tocco scenografico.
Un’ultima osservazione prima di passare ai tipi di menù e altre considerazioni pertinenti alla presentazione delle vivande e allo stile a cui ispirarsi per realizzare un pranzo importante.
L’estetica della posateria e del vasellame dovrebbe essere semplice e anche in questo caso senza colori e fogge che attraggano l’attenzione. Meglio privilegiare la presentazione e l’eventuale decorazione e abbellimento manuale dei piatti (a volte è sufficiente un fiore fresco per appassionare l’ospite). Piatti decorati, costosi e spettacolari possono essere acquistati anche con un finanziamento da chiunque, la fantasia e l’eleganza non si possono acquistare nemmeno con in tasca quattro carte di credito.