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Tag Archive: organizzare un pranzo

mar 18

Impariamo qualcosa da Henri-Paul Pellaprat. Bis

In questo post andiamo avanti con L’arte della cucina moderna. Sfogliando le pagine del nostro “caro” Henri-Paul Pellaprat una dozzina in tutto, più o meno dalla 165 in avanti troviamo non solo brani appassionanti in cui sono descritte le caratteristiche di grandi pranzi, ma ancora curiosità e stimoli per comporre menù rigorosamente adeguati ad ogni occasione e ragionevolmente adattabili alle esigenze attuali. Insomma il fatto che siano riferiti a stili in un certo senso desueti possiamo avere la certezza di non proporre “idiozie” ai nostri ospiti.

La prima pagina espone sinteticamente una nomenclatura utile che ci permetterà di stupire gli ospiti. Per stupire mezz’ora basta un libro di storia, cantava De Andrè, qui vi offro la possibilità di stupire con poche pagine.

La seconda pagina è un interessante riferimento storico dove vengono presentati i menù di due eventi proposti nelle alte aristocrazie ottocentesche.
Seguono la pagina 168 de L’arte della cucina moderna con esempi di menù importanti preparati negli anni ’60 e proposte di menù per cerimonie e pranzi anche con indicazioni relative alle stagioni dell’anno.

  • Tutte le pagine che seguono sono state scansionate dal sottoscritto e sono tratte da L’arte della cucina moderna di Henri-Paul Pellaprat, se contravvengono a qualche norma sul diritto d’autore siete pregati di comunicarlo e saranno prontamente eliminate.

 

 

mar 17

Impariamo qualcosa da Henri-Paul Pellaprat

Nel post precedente ho proposto alcuni cenni alla preparazione di un pranzo e alla sua organizzazione. Sono più che altro alcune indicazioni dettate dal buon senso, ma che a volte sfuggono se non si ha particolare dimestichezza in cucina. Spero possano essere utili e hanno sopratutto lo scopo di ispirazione e non di regole da seguire. In cucina le regole si scoprono semplicemente praticando e non teorizzando.

In questi prossimi post inserisco alcune pagine di un noto libro di cucina L’arte della cucina moderna di Henri-Paul Pellaprat che servirà ulteriormente a stimolare la curiosità – almeno così spero -. Se già Pellaprat sosteneva in questo testo che le cose erano notevolmente cambiate rispetto al periodo “classico” tanto più lo sono oggi, ma uno sguardo al passato e alla tradizione può essere utile per entrare in un clima che ancora affascina e che in alcuni aspetti, seppur innovati, possono essere ancor oggi una valida base per ottenere buoni risultati nell’organizzazione di un evento tra amici o tra conoscenti.

E’ particolarmente curioso il riferimento dell’autore al personale di servizio in casa, e questo potrebbe sia far sorridere che suscitare disappunto e anche qualcosa in più. Personalmente la cosa m’infastidisce, ma ognuno avrà i propri motivi di approvazione o disapprovazione. Ovviamente il testo è rivolto ad una borghesia anche elevata e le borghesie anche a distanza di parecchi decenni son sempre quelle. Ma andiamo avanti.

La prima pagina è dedicata al buffet. In linea di massima anche se i buffet odierni sono orientati a una maggiore sobrietà mi pareva comunque interessante proporre questa lettura.
La seconda pagina descrive la composizione di un pranzo. Le indicazioni e i commenti sono senz’altro adattabili anche allo stile di cucina moderno e possono essere seguite senza particolari obiezioni e accanto a osservazioni tutto sommato scontate troverete alcune regole utilissime e sempre valide (per ora. Se tra un paio di secoli saranno sorpassate mi sembra che non ci possano riguardare, probabilmente nemmeno se non avete ancora superato i vent’anni).

mar 04

Come organizzare un pranzo

Organizzare un pranzo o una cena tra amici può essere sia un lavoro divertente e creativo sia un’operazione stressante che non tutti affrontano con lo stesso “spirito”. In realtà dovrebbe essere un lavoro da fare con un certo entusiasmo, ma alcune piccole difficoltà ci possono rendere nervosi e suscettibili e rovinare il clima di convivialità o nel migliore dei casi creare una certa tensione con chi ci sta attorno e dovrebbe darci una mano. Quest’ultimo caso si presenta forse più di frequente se gli invitati non sono amici di lunga data e che sappiamo non si formalizzano sullo stile e sulle scelte estetiche e gastronomiche.

Altra cosa se sono conoscenti con i quali vogliamo fare bella figura e temiamo un po’ le loro eventuali critiche. Non sappiamo, per esempio, se sono pignoli e amano la precisione anche nello stile con il quale vengono ricevuti, se faranno attenzione al modo in cui è imbandita la tavola, al susseguirsi delle portate, se sono frugali o hanno aspettative che non riusciremo a soddisfare.
A volte può innervosirci semplicemente il non sapere o non ricordare come vanno disposti i bicchieri e se è meglio presentare il tovagliolo in fogge ben preparate o semplicemente disporlo ripiegato sui piatti.

Questo post è dedicato proprio a questo argomento. Saranno consigli senza pretesa, forse a qualcuno potrebbero apparire addirittura banali, ma anche le indicazione a volte basate solo sul buon senso possono perdere la loro ovvietà quando si presenta l’occasione in cui vanno messe in pratica.
Chissà perché, per esempio, ci crea perplessità la disposizione delle posate solo quando dobbiamo disporle in tavola all’ultimo momento e non ci poniamo il problema il giorno prima. Sembra una questione stupida? Mah…a mio avviso non tanto dal momento che mi è capitato di sentirmelo chiedere dal parente di turno che puntualmente si risponde con un “ma va bene lo stesso, tanto… per te ha importanza?”.

No. Per me non ha importanza. Ma cosa vuol dire? Per altri potrebbe averne sopratutto se l’occasione è un evento che serve a impressionare l’ospite e non è vero che questo non capiti ogni tanto anche tra persone non avvezze ai convenevoli o ai pranzi di lavoro. Diciamo che può succedere e se si è preparati è meglio e in realtà alla fin fine ci soddisfa esserci sentiti “all’altezza”.
Cominciamo dalla tavola. Come dovrebbero essere disposte posate e bicchieri? E’ importante il segnaposto, cioè il piatto che non sarà utilizzato per le vivande? Il tovagliolo è meglio presentarlo dandogli una forma arzigogolata o soltanto ripiegato in tre parti?

Forse sarà inutile dirlo, ma “elegante” non è sinonimo di “bizantino”. Partiamo da questo presupposto. Non lambicchiamoci per trovare forme da dare al tovagliolo è sufficiente che sia ripiegato in modo semplice. Qui http://www.napkinfoldingguide.com/ avete qualche esempio di quanti modi possibili esistono, e sono soltanto alcuni. Le tecniche e le fogge sono ancora decine, ma non lasciatevi incantare, le presentazioni complesse fanno effetto solo ad alcuni tangheri o parvenù convinti che le apparenze siano importanti.

Questo a fianco può essere un esempio di semplicità ed eleganza che avrà maggiore effetto se il tovagliolo sarà colorato e in armonia con il colore della tovaglia.

Il buon gusto e lo stile sono un’insieme di “ingredienti” che dosati in giusto modo anche se pochi e semplici esprimono l’essenza della persona e raccontano il suo modo di vivere più di quanto possa fare un romanzo. Possiamo stupire anche con un piatto di spaghetti non è necessario preparare una scultura di ghiaccio e un’aragosta in bella vista con spume barocche di mousse e rare salse dai nomi esotici.

I bicchieri. Almeno due: uno più grande per l’acqua e uno più piccolo per il vino, sulla destra, ma partendo da sinistra. Potrete già disporre in tavola il bicchiere dello spumante (flûte) a destra degli altri, ma spostato indietro soprattutto se non vi è molto spazio sulla tavola. Le posate vanno disposte: forchetta a sinistra e coltello a destra, eventualmente assieme al cucchiaio, a destra del coltello, se serve. Aggiungiamo, se è previsto del pesce e li avete a disposizione, i coltelli adeguati accanto e sulla destra (prima del cucchiaio se è presente) del coltello per la carne.

Consigliabile e direi fondamentale il segnaposto sul quale dovrà trovarsi già il piatto per l’antipasto con il tovagliolo sopra. L’unica eccezione che consiglio per quanto riguarda la presentazione del tovagliolo è il ventaglio nel bicchiere (dell’acqua) se pensate che gli ospiti possano gradire un tocco scenografico.
Un’ultima osservazione prima di passare ai tipi di menù e altre considerazioni pertinenti alla presentazione delle vivande e allo stile a cui ispirarsi per realizzare un pranzo importante.

L’estetica della posateria e del vasellame dovrebbe essere semplice e anche in questo caso senza colori e fogge che attraggano l’attenzione. Meglio privilegiare la presentazione e l’eventuale decorazione e abbellimento manuale dei piatti (a volte è sufficiente un fiore fresco per appassionare l’ospite). Piatti decorati, costosi e spettacolari possono essere acquistati anche con un finanziamento da chiunque, la fantasia e l’eleganza non si possono acquistare nemmeno con in tasca quattro carte di credito.